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L’ESIGENZA

Il nostro compito è sconfiggere
la mente che ha ispirato la distruzione,
perciò andiamo e distruggiamo
il frutto di questa esigenza inumana.
Ciò che negli anni scorsi ha reso
sempre più meccanici gli esseri
rende difficile la nostra opera?
E’ falso fratelli! è una storia
che dei criminali seminano.
Noi siamo coscienti della nostra azione:
nella mia testa non ci sono più idee
perché il nostro compito è molto semplice.

l'esigenza

Sesto ed ultimo brano dell’Esalogia.
Il brano contiene alcuni elementi fondamentali della mia formazione: il valore della libertà e il conseguente disprezzo per qualsiasi forma di dittatura, compreso il capitalismo, l’inquinamento, tutto ciò che distrugge la vita naturale, l’ambiente e soprattutto la mente; la consapevolezza che chi opera contro la libertà è un’esigua minoranza che potrebbe essere spazzata via facilmente… Eppure non accade quasi mai… l’ipnopedia impera… Huxley, Orwell, Silone, avevano provato ad avvertirci…
(V – 7.4 Ca)

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UN MONDO DIVERSO

Il primo mattino è buono per pensare,
disponiti a scender dal tuo letto e,
suvvia, concediti all’aria novella,
scoprirai un mondo diverso.
La tua riflessione soavemente fresca 
non potrà fare a meno di illustrarti  
come l’uomo è in grado di essere:
tempi d’arte limitata!
Tu non sei più quello che tua madre creò;
pensieri che dovrebbero essere puri,
colorano di fumo e di morte.

38 unmondodiverso

Quinto brano dell’Esalogia. Monito sull’avvenuto superamento dei limiti oltre i quali vi è solo distruzione, ma il mattino è ancora una chance.
(V – 7.4 Ca)

SUONANDO SULLA NAVE

QUE-sta CAN-zo-n’è TROP-po RU-mo-ro-sa
PER non PO-ter AT-ti-rar l’AT-ten-zio-ne,
LE mie DI-ta SCOR-ron SUL-la CHI-tar-ra
LI-ii-ii-ii-BE-ee-RA-aa-aa-MEN-te.

Mentre süono il mio pensiero è
rivolto alla acqua;
allora ottengo un effetto strano,
la mia mente si perde
nello sconosciuto mondo marino.

Il cantante ferma le sue parole
mi chiede dove voglia
sconfinare con la mia mu-uu-sica.
Egli interrompe la
riflessione e la ispirazione:

ha distrutto la veri-ii-ii-tà-aa.

suonando sulla nave

E’ il quarto brano della famigerata esalogia. Flashback su un ipotetico viaggio in nave.
Versi sillabati per essere cantati alla maniera di Demetrio Stratos (ex Ribelli, ex Area), scomparso prematuramente il 13.6.1979 a 34 anni e al quale la poeesia è dedicata.
(V – 7.4 Ca)

Music:
SOL FA DO LA
DO MI LA MI-
(IX – 4.6 A)

INSONNIA

 Quella casa era troppo ampia
 perché io ci dormissi
 un’altra notte.
 Divenne un problema
 assegnarmi un letto.
 Dormire con te?!
 Ci credevano innocenti,
 tu non dicesti niente,
 fulminea malizia negli occhi.
 Pensavo si scherzasse,
 situazione paradiso jamais veu,
 pericolosa, compromettente.
 Mentre fantasticavo
 non mi resi conto
 che ti proposero di andare
 dove io non volevo.
 Fu una notte insonne,
 passata a mordermi le dita,
 primizia di occasioni perdute.

insonnia

Terzo brano dell’Esalogia. Evoca ricordi adolescenziali ricorrenti anche nella mia prosa.
Le occasioni perdute sono un mio cruccio, ne ho una vasta collezione. Nei miei argomenti di scrittura è ormai cult.
(V – 7.4 Ca)

VAGONE

 Un rumore mi sveglia,
 l’ambiente che ho intorno
 mi stupisce…
 Gia! Sono in treno,
 nel mio vagone,
 nella mia cabina.
 Dal finestrino
 il paesaggio corre,
 regna il silenzio.
 Lei dorme ancora.
 Vorrei entrare
 nei suoi sogni.
 Mi cruccio
 per la sua assenza;
 la sveglio,
 sguardo fulmineo,
 irraggiungibile.
 Intendo: il viaggio
 sarà ancora lungo.
 Ci abbandoniamo
 a giochi quieti.

vagone

Secondo brano dell’Esalogia. Devo dire che il mio collega quanto a consegne tematiche era eccezionale, ma in fondo era una gara e i temi potevano anche essere penalizzanti.
Anche qui c’è una sorta di profezia, visto il mio gradimento per i viaggi in treno.
Il flash evoca il vagone letto, foriero di fantasie erotiche.
(V – 7.4 Ca)

LIBERAZIONE

 L’hai il pollice?
 Allora alzati all’alba
 e raggiungi l’autostrada
 per fermare le corse.
 Uno stridore di freni
 percuote le tue orecchie
 e un’automobile ti porta via.
 Corri verso la liberazione,
 verso l’imprevisto,
 verso la montagna
 dove l’acqua sgorga
 dalla terra e conforta
 la tua esistenza.
 Il giorno è troppo breve
 per godere di ogni risorsa
 e il tuo animo combatte,
 vuole stare là con la natura,
 evadere il mondo corrotto;
 eppure tu tentenni,
 ti imponi di tornare:
 dormirai nel tuo letto,
 ti alzerai, lavorerai, mangerai,
 dormirai nel tuo letto…

liberazione

Questo è il primo dei brani composti a bolu, a metrica libera, che formano un’esalogia…
Gli altri sono nell’ordine: Vagone, Insonnia, Suonando sulla nave, Un mondo diverso, L’esigenza.
Particolarità di questa esalogia è che stata composta in quarta superiore, durante l’ora di lezione, al primo banco.
Il diario riporta semplicemente “vena compositiva libera”. In realtà per qualche tempo questi brani non erano “riconosciuti” tra i miei versi, li conservavo quasi come testimonianza di quella “vela” mentale, come versi spontanei.
Per dirla tutta, io e il mio compagno di banco, tutt’altro che decisi a seguire la lezione, ci sfidammo a comporre versi a tempo, ognuno di noi dava il titolo del brano all’altro e tutto si doveva risolvere in qualche minuto.
I versi sono dunque composti di getto, in una sorta di flusso di coscienza ante litteram (allora non conoscevo quel concetto e tanto meno Joyce); penso si sia risolto tutto in meno di mezzora.
I brani sono stati corretti, mantenendo la concettualità originaria.
Sono riconoscibili in nuce le mie idee ecologiste, libertarie, pacifiste e una empirica passionalità. Essi segnano in sostanza uno spartiacque tra il primo e un secondo periodo compositivo.
Questo primo brano è un po’ profetico. Prevede la mia prossima dedizione per i viaggi in autostop ed ha una chiosa apocalittica, in linea con la teoria della “pollution”, il cui spauracchio è la fine della libertà nella routine.
(V – 7.4 Ca)