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LAUDA NOVELLA

Nell’unica parete della stanza,
cangiante, eretta, incrocio con il cielo,
indica mezzogiorno, ritto stelo,
stremata, nella degli occhi brillanza…

Sbarrati! Labbra a cuore, seno in danza,
inusitata grazia cui anelo.
Non assumiam rischi per troppo zelo,
prendimi! saprà sono tua sostanza”.

Sia lodata sempre tra le femine
anche per la tua mente e la tua arte,
il carisma ammaliante e la tua anima,

la tua voce angelica, da una parte…
Con tutto il suo corpo crea le semine
di paure e virtù di cui è magnanima.

Sonetto
Metrica: abba abba cde dce
(XXIX.XLV – 22.08 Pis/Arbu)

 

PARADISO (evasione)

 Dopo le minacce
 ti sbilanciasti poco.
 Ti diedi solo un fiore
 ormai superato,
 ma reso originale:
 che giorno sprecato!
 Qualcosa era cambiato,
 evadere i controlli
 non era facile.
 Finì la carestia;
 avevo il cuore in festa
 nei campi selvaggi;
 nel nostro rifugio,
 storditi dal delirio,
 colti nel fallo.
 Scappare
 verso il dolce dovere,
 sotto il cielo,
 al centro dell’asfalto,
 sperimentando
 l’amore d’avanguardia.
 Il buio senza te
 non mi dava pace.
 Tornasti trasformata…
 in fretta a ritrovarti,
 che strano non capirti.
 Cercavo il paradiso
 tra gli alberi e la pace,
 dapprima poco amore:
 non è bello aspettare.
 Insieme penetravamo
 tra le rocce aguzze:
 testimone la natura;
 l’ardore testimone
 nella divagazione
 della nostra alienazione.
 Visite
 evitarono la fuga
 per raggiungere
 la “pianta del futuro”
 e calmare
 la mia disperazione.
 Qualcuno ci aiutava
 a vivere i sogni,
 ma cercavi un trono;
 non bastava una pietra,
 tra sentieri surreali
 e caverne vegetali.
 Tra tanti richiami,
 nel sapore di un bacio,
 pensavamo ad altro:
 raffiche di mitra
 dovemmo subire
 per quell’evasione.
 Fingevi ingenuità
 nell’addio all’avventura,
 distruggendo la paura.
 Finiva
 la dolce realtà,
 il calore
 di colpo si freddò,
 le tenebre
 ancora ci separano.

paradiso2
  
Seconda parte della suite omonima, caratterizzata da una metrica più incalzante e da situazioni più frammentate, da minore libertà d’azione dei protagonisti, con il passaggio dalla libertà all’evasione, dal poter agire liberamente, al dover farlo di nascosto.
Questa parte ha subito ancora meno modifiche della prima ed è stata scritta solo qualche settimana dopo, in generale valgono dunque le stesse osservazioni fatte in precedenza.
(III – 2.10 A)

Music:
MI- … LA- … DO (5 vv.)
MI- … LA-  (2 vv.)
MI- … LA- DO
(e si ripete…)
(III – 7.9 A)