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HÝBRIDA

Ti siede a fianco, mediti su chi sia…
Somiglia al meglio di quella callona
che lavora le maglie del diritto
come stesse processando Paschedda:
nel viso l’hýbris, l’immagine ibrida,
contegno equivoco d’intraprendente.
E’ apparsa all’improvviso tale a jana,
cortigiana vista da sempre e da mai
e si schermisce senza convinzione.
Tosto trasfigura e fa l’amabile,
adagia il capo sopra la tua spalla
avviando l’eccitante gioco assurdo.
Alza gli occhi sul tuo volto attonito,
eppur non offre alcuna spiegazione;
folle attrazione, esige solo baci,
s’insinua nella smania, è provocante.
Ti accompagna per strada, t’incoraggia.
“Sei impegnata Hýbrida?” tambureggi.
“Potrei comunque liberarmi…” adula.
L’abbraccio diventa allora incessante,
pure il classico contatto tra i fianchi,
l’evolvere sensuale della schiena,
le guance, la bocca, beatitudine.
Parrebbe conquistata felicità!
E lei tranquilla, tutto regolare,
in una dimensione surreale.
Dopo un poco sdoppia, ovvero squinterna,
riaffiora incinta, peraltro irrequieta.

Metrica: 28 endecasillabi sciolti
(XXXI.XLVII – 17.01 A)

Nota:
28: numero perfetto, mese lunare, somma dei numeri per cui è divisibile.
Paschedda Zau: leader de Su connotu

 

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POLITIQUE D’ABORT

 Sia premesso che il libertario
 non pondera il rapporto sessuale
 dal destro di negarne il frutto.
 (Non si può fare l’amore 
 senza restarne intrisi)
 Sia premesso che il libertario
 non discrimina tra forme di vita,
 specie quella della donna incinta.
 (Dall’amore si può nascere,
 ma non si deve morire).
 L’aborto è un grave dramma umano
 subito, suo malgrado, dalla madre,
 sbaglia chi lo spaccia per un vizio.
 (Le leggi non devono mai
 vincolare le coscienze).
 Quella donna è solo una vittima
 della violenza sociale di stato;
 Dio non sta ai vertici del potere!
 (La legge è sempre arbitrio
 nei confronti della libertà).

57 abord
 
Brano piuttosto rimaneggiato rispetto all’originale, nel tentativo di chiarire il più possibile dei concetti complessi, relativi a una questione che coinvolge profondamente (in qualsiasi modo la si voglia rigirare) la coscienza individuale. Per una completa comprensione trascrivo anche la prima versione che era intitolata semplicemente “Aborto”:
L’anarchico non uccide/ il frutto di un/ rapporto sessuale./ (Chi può fare l’amore/ senza provare affetto?)/
Il libertario/ protegge la vita/ della donna incinta./ (dall’amore nasce spesso/ un essere umano)./
L’aborto è un grave dramma/ subito dalla madre,/ voluto dalla borghesia./ (Le leggi non devono/ legare le coscienze)./
La donna è oppressa/ dalla violenza sociale;/ Dio non sta ai vertici dello stato./ (La legge è sempre arbitrio/ nei confronti della libertà)./
 Scritto a Firenze all’età di vent’anni, ai margini del consesso degli Obiettori di coscienza (al servizio militare), in un contesto molto particolare… i sotterranei (che ospitavano una scuola) della St. James American Protestant Episcopal Church.
(VII – 6.1 Fi)