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NON AVESSI AMORE…

Amore chemical sense non per tutti,
è niente chi non ha il senso dei sensi;
motor dei natura e spirito frutti,
non averlo è il peggior degli scompensi.
Noi che l’abbiam serbiamone i costrutti,
benché in virtuose volontà si addensi.
Diffonderlo è un impegno assai complesso,
ma è utile e necessario farlo adesso.

Ma qui tratto di ciò che si palesa
in sfumature più intime; la chiave,
Loreo, sintesi, quintessenza intesa:
sera, figura composita e grave,
simbolo che ho caro senza contesa,
testimonianza di un affetto soave
della cui solidità non c’è paura,
tanto dici in apice d’avventura.

Dalla panca in muta disperazione
ti osservo partita per la tangente,
tra collera e sgomento la tua azione;
rimosso e ignorato istantaneamente
per tema dei tuoi strali, in apprensione,
tacevo, offeso sentimentalmente,
nella gioia che non ci fosse il treno,
potevano passarne ancora meno!

Poco è il ritardo e strilli per mezzora,
ti calmi quando a due ore si allunga,
mi turbi, sto a mo’ di disperso in gora;
lusinga, acché la redenzione giunga,
rivoluzione, il nero si colora,
il Polesine da Galehaut funga:
the other side of the moon che si rischiara
come la mosca cede alla zanzara“.

Fare il pieno di te sfiorato il peggio
riscalda il cuore oltre la tua presenza…
Con altro animo scrivo su quel seggio,
incedo ebbro d’euforia e compiacenza,
lieto la tua tenerezza festeggio,
di Loreo paradigma l’afferenza,
“tutto il resto” ha davvero un picco basso,
non esiste neppure e ora lo casso.

136 non avessi amore

Ottave di endecasillabi
(XXVIII.XLIV – 22.2 A)

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LOREO STATION

Con movimento leggero assaporo,
attonito, della tua lingua il lembo,
lì le tue mani avvolgo come un bimbo,
di ciò che si rassoda mi accaloro.

L’incantesimo pervade d’armonia
i sussulti del treno sui binari;
dalla carrozza osservo gli scenari
da fiaba, piccolo mondo in sintonia.

Il wav alla meta pare sinfonia,
scalo in stazioncina dei passionari,
per le vie visioni preliminari,
non banali, di complessa sincronia.
 
Tandem, la vettura non passi imploro,
lode, di delizie proibite in grembo,
di capricci e prodighi sensi arrembo,
finché mosca cede a zanzara amoro.

123 loreo station

I momenti condensati in questi versi, in maniera più o meno ermetica, meritano un racconto più puntuale dei fatti e del significato profondo degli stessi; sono lento in queste cose, ma naturalmente il desiderio di scrivere c’è, occorre trovare il tempo e la tranquillità per farlo.
Ore memorabili di un periodo esaltante, dove un semplice gesto, luogo, azione, assurge a simbolo, paradigma, memoria da tutelare.
Nel mio piccolo ho voluto onorare queste immagini con uno schema metrico di quartine di endecasillabi a rima incrociata (abba cddc cddc abba).
Solo alcune conferme al lettore (che sprovveduto non è e fa anche da sé):
wav: onomatopea convenzionale di un suono del treno;
tandem: infine (latino);
amoro: amoreggiare (esperanto).
L’esperanto mi mancava!
(XXVI.XLII – 7.10 A)