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D’UMBRE E PICENE…

Piazza, san Paolo, scalini, scrivo.
La città ha fatto incetta di mattone,
consunto dagli anni, rosso passivo.
Vorrei stendere un conto spedizione
di atti mancati, Pam, lapsus attivo.
Surplus di Paola in elaborazione,
esigenza di felicità, di sintesi adeguata,
manco sfuggita, appena immaginata.

D’altra parte son piuttosto perplesso,
indolente: sbattetemela in faccia,
maceratese tiratemi appresso
dalla vaga somiglianza che impaccia,
varietà e tempo trascorso ammesso!
Tema non più fattibile, minaccia…
multietnicità è qualità onesta,
cauta quiete dopo la tempesta.

E Loreto dovrei dirla asettica
nel neoclassico atto a valorizzarla,
in pochi aspetti la trovo ascetica,
in certa umanità per cui elevarla.
Diresti mai Recanati euforica?
Percepisci lo spirito a osservarla,
come nelle variazioni della Strap
dei primi tempi, con un maggiore gap.

Gioconda sfinge il cui sorriso implode
anzi il fortuito slancio la svelasse,
poco fraterno sui suoi glutei e sode
morbidità dei seni sublimasse.
L’avresti detto dopo tanta lode
sotto l’orage la roudja ti ospitasse?
Eppur non ha deluso per vedute,
né per fuggenti fattezze splendute.

Di Jacopone la villa più astrale
ove si può sognare ad occhi aperti,
una visione diventa reale,
tornato indietro negli anni a riaverti.
Nel giardino di Tamara ancestrale
vieni incontro sconvolgendo i tuderti:
stai nel letto con me, sono io a stupire,
accade evento ch’è arduo definire.

Del stare insieme il patto si fissava
stesi sul prato di san Fortunato
dove la baby sitter smanettava.
In piena fiaba il sogno é scompigliato,
malgrado i tentativi non tornava.
Viaggio intenso tutto c’era già stato…
salvo prender nel ventre un dissuasore
se l’arte sta su e metti troppo ardore.

Metrica: ottave
Schema: ABABABCC
(XXXIV.L – 25.05 Macerata)

QUEL TI AMO

Immagina come un ti amo speciale.
Vorrei non fossi ancora refrattaria
a questa voce di lieve sagacia
che esprime perfino affetto gioviale:

nei casi d’amicizia intellettuale,
di un familiare, oppure di un’amante,
trascende, ma giuste passioni sparge
il campo semantico valoriale.

Raffigurati una domus rurale
costruita mattone su mattone,
pietra rifinita da muratore,
una casa molto bella e ospitale.

Quel ti amo è un universo emozionale,
di fremiti, trasporto, desiderio,
di incanto, simbiosi, sottile pregio,
bianco pallido, rosa e blu sensuale.

Massime del tuo spazio esistenziale,
il tuo modo di esistere, la tua arte,
il tuo creare, il tuo essere madre,
figlia, sposa, donna, musa, vestale,

carismatica: a te questo ninfale.

Metrica: Quartine di endecasillabi e verso finale, con rima esterna ripetuta e assonanza interna variabile.
Schema: abba acca adda… a.
(XXX.XLVI – 27.07 A)