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A TE MI PROTENDO ONIRICAMENTE

A te mi protendo oniricamente
mentre siedi nella piazza di pietra,
la mia bocca, tosto, la tua sequestra,
labbra rosso passione, carne ardente.
Ripeto con pudore, pur veemente,
per tema che, inviolabil, facer chiostra;
in realtà nel catturare sei mastra,
dolce pensiero intenso, prepotente.
Inoltre inconsciamente soddisferai
un nuovo travolgente desiderio
di paternità, ancora mi pervade.
Il resto è dimensione, quel che accade,
non poetica, eppure afflato serio,
se una vita felice con me vorrai.

149-a-te-mi-protendo

Sonetto (abba abba cde edc)
(XXVIII.XLIV – 27.10 A)

nota: Verso 6: facer, da facĕrent (facĕre) = facessero

DOLCE AMORE (prima gioventù – II)

 Pochi passi e potrei vederla,
 ma la paura dell’incognito mi blocca.
 L’incontro: uno sguardo irraggiungibile…
 “…E’ impossibile che possiamo lasciarci”.
 Il suo corpo attraente unito al mio
 nella mia stanza, finalmente…
 nella piazza, nella strada, nel mio letto.
 Volontà comune di stare da soli.
 Membra su membra vicino alla sorgente,
 poi, confessioni che feriscono
 relative alla sua estate silente,
 uno schiaffo (morale)… e sensi di colpa,
 assai confuso tra generosità ed egoismo:
 lei non mi ha mai rimproverato niente.
 La sera, in segreto come amanti,
 fuga in campagna, roventi di desiderio,
 valutiamo se è tempo di fare l’amore,
 tuttavia viviamo una nuova dimensione.
 …Saprò poi cosa è accaduto
 per il suo tardo rientro a cena.
 Timore che la portino lontano,
 lei nonostante tutto non dispera.
 Sacrificio di Gesù vissuto insieme,
 pranzo da me, attenzione, poco pathos.
 Evasione in cantina, vino e musica,
 la eccita il bagnarmi con l’acqua.
 Stasi, troviamo il modo di appartarci,
 si abbandona al desiderio, al piacere,
 geme, sospira, ci amiamo sul divano.
 Un suo dono e parole d’amore.
 L’hanno portata via, non mi sento esistere,
 fuggo la sofferenza, cerco alienazione,
 tuttavia la sua assenza grava su di me.
 Ci controllano, ci incontriamo come ladri;
 sta male, ci amiamo, vive in me,
 si rasenta la felicità, l’impeto è forte.
 Cambia di colpo, non la capisco,
 mai vista così fredda, panico, angoscia.
 Lo straniamento cresce nel bosco:
 non ricorda che è il nostro Paradiso.
 Il turbamento del mattino è superato
 dice che era dovuto alle sue cose…
 ma il nostro amore corre rischi
 perché attenderli? usiamo il nostro tempo!
 Altre partenze… preparano il mio corpo
 ad accogliere il suo con brama,
 ne dipendo, mi ha assuefatto.
 Ci sorprendono, ci minacciano.
 Irriducibili ci incontriamo di nascosto,
 underground music sopra i nostri amplessi,
 i suoi spasimi appagano le mie voglie
 che raggiungono una sintonia totale,
 nel dar luogo a sfrenati istinti erotici…
 Strano, dopo, trovarsi tra la gente!
 Dopo il top, il declino, vacche magre,
 è dolce, ma per me dice stranezze.
 Vorrei appartarmi con lei
 ma l’interdizione è efficace,
 subiamo spiacevoli discorsi…
 Strappo una visita al Ponte
 che ci vide in tempi migliori;
 prende l’iniziativa, ma ha parole pungenti.
 L’ingenuità non mi fa notare
 che tra noi qualcosa muore:
 canta il cigno sul nostro amore.
 Basta! Ci vien detto in faccia crudamente.
 La partenza dei suoi non è quella sognata
 … nel “giorno della scalogna”, per chi?
 Mie carezze rubate, disperazione,
 ha deciso di finirla, è spietata,
 mi aggrappo alle sue contraddizioni,
 cerco di averla, mi piange davanti.

52 dolce amore
 
Molte volte la verità può sembrare banale, allora la sperimentazione lascia il campo alla normalità, alle mere senzazioni. Considero una ricchezza averle provate e così presto; la delusione che ne è seguita, il dolore straziante acutissimo, poi diluito nel tempo, non sono riusciti comunque a travolgere quelle sensazioni talmente vive nel ricordo da essere palpabili.
 La ragazza è la stessa del brano precedente. Un amore che si era presentato come eterno svanisce in una sofferenza uguale ed opposta, in poche ore, non perchè sia finito, ma per una scelta obbligata da una parte non accettata dall’altra.
 Per il motivo detto sopra il brano non ha subito modifiche sostanziali. Cito le correzioni degne di nota, allo scopo di consentire una analisi della banale verità percepita in tempo reale, visto che il brano è stato steso poche settimane dopo gli avvenimenti:
 verso 13: “assai confuso tra generosità ed egoismo” era “via l’egoismo e il maschilismo in me”
 verso 37: “Dopo il top, il declino, vacche magre” era “Cambia di colpo, non la capisco”
 verso 58: “ma l’interdizione è efficace” era “ci si ostacola”
 verso 66: “Basta! Ci vien detto in faccia crudamente” era “anche sua madre dice basta!”
 verso 71: “mi aggrappo alle sue contraddizioni” era “si contraddice, diventiamo nemici”.
(V – 14.9 A)

Music:
FA SOL
MI- RE
LA- DO
LA MI
SOL FA
MI LA
RE LA-
DO MI-
MI RE LA-
DO MI- LA
RE MI- LA-
DO LA MI
(VI – 12.9 A)