Archivi tag: strumpet

PURGATORY

I open the door
and from the window-sill
I perceive the artificial horizon
of the purgatory.
Near the gutter
a hollow of iron
ties a column at my plenary cell.
I must pray
with a woman.
She looks like a lamb
of molten gold,
instead is harmful.
She has only polished
her “black death” and catches from ash
her password
in a frame
brand marked:
“I am not vegetable
or mineral,
I select love
Not the rust;
I mow chain of horns”.
But doesn’t rip
the feelings collected in her diary.
In my itinerary
see her face,
after a shock,
come in my brittle heart.
The hot air and sand
solicit a bath in salty sea.
In the sunning place
the pressure
of my blood
want a carnal push.
It is my sin
in the purgatory.
On the square
in the confusion
she carries
on her slogan.
It is so easy to seduce her.
When the screw turns,
the fresh air
come in her nude skin.
In the darkroom
I warm up her shiver.
I cannot
remove her from my mind.
We condemn
the strumpets
without know their anxiety.

Apro la porta
e dal davanzale della finestra
scorgo l’orizzonte artificiale
del purgatorio.
Vicino alla grondaia,
un cavo di ferro,
lega una colonna alla mia cella plenaria.
Devo pregare
con una donna;
ella sembra un agnello
d’oro fuso,
invece è dannosa:
ha solo lucidato
la sua peste e trae dalla cenere
la sua parola d’ordine,
in una cornice
marcata a fuoco.
“Non sono vegetale
o minerale,
scelgo l’amore,
non la ruggine;
semino catene di corna”.
Ma non lacera
i sentimenti raccolti nel suo diario.
Nel mio itinerario
vedo il suo viso,
dopo una scossa,
entrare nel mio fragile cuore.
L’aria calda e la sabbia
sollecitano un bagno nel mare salato;
nel solarium
la pressione
del mio sangue
chiede una spinta carnale:
è il mio peccato
nel purgatorio.
Sulla piazza,
nella confusione,
mette in pratica
il suo motto:
è troppo facile sedurla.
Quando l’elica gira,
l’aria fresca
va sulla sua pelle nuda;
nella sua stanza buia
riscaldo i suoi brividi.
Non posso
rimuoverla dalla mia mente.

purgatory

Con “Purgatorio” termina la trilogia del “dolce amore”. Una “Comedia” un po’ al contrario, o almeno disordinata, che inizia con i due momenti del Paradiso ed è preceduta dall’Inferno.
Il Purgatorio, dopo la sofferenza acuta, rappresenta il tempo mediano in cui si fondono rassegnazione e speranza, si vive un po’ sospesi, appesi a notizie, suggestioni, pensieri, episodi…
Una giornata al mare, un incontro improbabile, simpatia contingente, lusinghe, contatti e tenerezze vorrei ma non posso… Una giornata normale, ma diversa, rappresentata come una sorta di apocalisse digradante, che la lingua inglese mi sembrava facesse apparire in una dimensione più irreale.
Il mio diario di allora la definiva “impressioni…” (sulla giornata e sulla protagonista), precisando doverosamente che “strumpet” non ha un’accezione negativa, semmai provocatoria rispetto al giudizio della gente sulle ragazze naturalmente affettuose.
L’unica variazione riguarda l’eliminazione degli ultimi tre versi, piuttosto retorici e sentenzianti, mantenuti nella versione inglese.
(III – 16.11 S)

Questo brano in origine fu musicato in questo modo:
MI SOL LA SI (I open…of the purgatory, un accordo per verso e si ripete fino ad harmful)
RE LA- (per i successivi sei versi, poi si riprende alternando).
(IV – 16.4 A)