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NEW DREAM

Racconta del libro,
glielo porgo,
“lo leggerò dopo di te”…
Prima o poi gira tutto,
ma quando… ma quanto!

(frammento)

(XXXIII.XLIX– 28.06 Arbu/Pis)

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LOREO STATION

Con movimento leggero assaporo,
attonito, della tua lingua il lembo,
lì le tue mani avvolgo come un bimbo,
di ciò che si rassoda mi accaloro.

L’incantesimo pervade d’armonia
i sussulti del treno sui binari;
dalla carrozza osservo gli scenari
da fiaba, piccolo mondo in sintonia.

Il wav alla meta pare sinfonia,
scalo in stazioncina dei passionari,
per le vie visioni preliminari,
non banali, di complessa sincronia.
 
Tandem, la vettura non passi imploro,
lode, di delizie proibite in grembo,
di capricci e prodighi sensi arrembo,
finché mosca cede a zanzara amoro.

123 loreo station

I momenti condensati in questi versi, in maniera più o meno ermetica, meritano un racconto più puntuale dei fatti e del significato profondo degli stessi; sono lento in queste cose, ma naturalmente il desiderio di scrivere c’è, occorre trovare il tempo e la tranquillità per farlo.
Ore memorabili di un periodo esaltante, dove un semplice gesto, luogo, azione, assurge a simbolo, paradigma, memoria da tutelare.
Nel mio piccolo ho voluto onorare queste immagini con uno schema metrico di quartine di endecasillabi a rima incrociata (abba cddc cddc abba).
Solo alcune conferme al lettore (che sprovveduto non è e fa anche da sé):
wav: onomatopea convenzionale di un suono del treno;
tandem: infine (latino);
amoro: amoreggiare (esperanto).
L’esperanto mi mancava!
(XXVI.XLII – 7.10 A)

VAGONE

 Un rumore mi sveglia,
 l’ambiente che ho intorno
 mi stupisce…
 Gia! Sono in treno,
 nel mio vagone,
 nella mia cabina.
 Dal finestrino
 il paesaggio corre,
 regna il silenzio.
 Lei dorme ancora.
 Vorrei entrare
 nei suoi sogni.
 Mi cruccio
 per la sua assenza;
 la sveglio,
 sguardo fulmineo,
 irraggiungibile.
 Intendo: il viaggio
 sarà ancora lungo.
 Ci abbandoniamo
 a giochi quieti.

vagone

Secondo brano dell’Esalogia. Devo dire che il mio collega quanto a consegne tematiche era eccezionale, ma in fondo era una gara e i temi potevano anche essere penalizzanti.
Anche qui c’è una sorta di profezia, visto il mio gradimento per i viaggi in treno.
Il flash evoca il vagone letto, foriero di fantasie erotiche.
(V – 7.4 Ca)