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VISIONES RUMANA

L’ho rivista, rumana inconosciuta,
per la festa, alle messe di partito
celebrate in casa, mentre mia madre
sta puntualmente a preparare il pranzo;
là, dove si è confessata credente
e catto-libertaria militante,
bimbo nello stroller, moglie insolita,
con un’altra identità episodica
dall’estro dei suoi occhi blu negata,
fulgore sufficiente a farla bella.
Il mio coraggio di chiederle chi era
sorretto dal suo saluto d’intesa,
i reciproci sguardi imbarazzati,
rituale che officiammo incuriositi
in summa dei cortili domestici,
di campi sulla collina dismessi
tra opuntia ficus-indica infestante
e sentieri ideali evanescenti.
Dentro la sequenza puzzle dell’ortus
è apparsa tosto, nel ciclico movie,
varcare il cancello, affatto osservata,
verso copioso nulla d’infinito
che s’allarga, restringe, dunque muta
trasfigurando la terra e la luna,
prima del nostro lumare consueto;
una compagna tampinante mollo,
scelgo e fulmineo son da lei in silenzio.
Ne capirò l’identità al risveglio.

Metrica: assonanze alternate di endecasillabi (consonantica, tonica, semplice, atona, sillabica).
(XXXI.XLVII – 21.02 A)

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… IN DISGUISE

Un anno felice, pochi momenti bui,
troppe le paure… quelli distruttivi;
quale amore è – …assurde – il tuo se non mi vuoi
fedeltà – …vedere – dei rapporti bianchi.
A te decidere se: vorrai lasciarmi,
del poter venire, di quando parlarmi,
quanto trascinare, come dominarmi,
se ambiguamente, è l’ora di amarmi
o comunicare, siamo solo amici.
Montato di testa, colgo i tuoi rispetti;
ogni cosa a palla… dai vieni, prendimi,
ti amo a raffica, eran scherzi, giochi;
amora matura di amori maturi,
l’amore si sgonfia se non condividi.
Visione precaria… zoom altalenanti
o meglio alternata -, flash alternativi
contro la logica dei ragionamenti
senza alcuna accusa, continui, coerenti.
Se ferisci accuso, bambinesca accusi,
sagra d’immaturo, l’amore non vivi.
Suona il campanello, dar fiato ai tromboni,
ricatto intercetto nel disconoscersi;
atto non dovuto l’essere ostili,
è un paradosso non dar spiegazioni.
Rinneghi il passato, ti schermisci, temi
e fai moralismo quando telefoni,
ma a tuo piacimento, scelte reticenti.

95 july in disguise

Prosegue il discorso degli ultimi due brani: fasi acute di un periodo, gradevole.
Continua la sperimentazione. La struttura, in senari doppi, è del tutto originale: presenta tre strofe in nona assonanza, più che in rima (nona rima) e contiene delle fratture al discorso lineare, per cui deve esser letta da almeno due persone.
(XXVI.XLII – 17.6 Arbo)